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La farmacia del mondo

By IlFoglio: prodotti digitali

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(di Francesco Guarascio) Vaccini, scienza e informazione. Oltre gli errori c’è di più. La verità sui successi dell’Europa nella lotta contro la pandemia.

Dall'introduzione:

Nell’estate del 2020, le case farmaceutiche globali stimavano collettivamente che entro la fine dell’anno successivo avrebbero potuto produrre fino a dieci miliardi di vaccini anti Covid-191. In pochi credevano a queste cifre. La Commissione europea prevedeva per esempio un numero pari ad appena un quarto di quanto annunciato. Dopo tutto, il virus Sars-Cov-2 era stato identificato solo da pochi mesi e lo sviluppo di un vaccino in condizioni normali richiede di solito un decennio. Ma uno sforzo globale senza precedenti, finanziato in larga parte con fondi pubblici, ha permesso quello che si può facilmente definire un miracolo della scienza e dell’industria. Già nel dicembre 2020, dopo neanche un anno dalla scoperta del nuovo coronavirus, i primi vaccini erano già pronti per essere iniettati. A fine luglio del 2021, oltre quattro miliardi di dosi erano state somministrate nel mondo, e l’accelerazione nella produzione lasciava sperare che l’obiettivo di avere a disposizione dieci miliardi di vaccini entro la fine del 2021 fosse raggiungibile.

L’Unione europea è stata uno dei principali attori mondiali che hanno permesso questo miracolo, per esempio attraverso i finanziamenti per lo sviluppo e l’espansione della produzione del vaccino di Pfizer-BioNTech, che nei primi mesi della campagna vaccinale globale è stato il vaccino più usato in Europa e nel mondo occidentale. L’Unione europea ha anche giocato un ruolo chiave nella distribuzione mondiale dei vaccini anti Covid-19, autorizzando nei primi mesi della campagna vaccinale l’export verso decine di Paesi di centinaia di milioni di vaccini prodotti nel continente.